Dichiarazione di assimilazione (art. 18, c. 3 DGR. 11045/2010)


Che cosa e' e a che cosa serve: 
La Giunta Regionale ha approvato, con D.G.R. n. 1406 del 25 marzo 2019, il Regolamento Regionale numero 6 del 29 marzo 2019 che abroga il R.R. n.3 del 24 marzo 2006.
 
Articolato e allegati sono stati pubblicati sul supplemento n. 14 del BURL del 2 aprile 2019. Il regolamento, ai sensi dell’art. 43 dello Statuto Regionale, è in vigore dal 3 aprile 2019.
 
Al fine di consentire l’adeguamento del portale online alla normativa vigente in materia di assimilazioni, l’accesso alla sezione è temporaneamente sospeso. Si invita pertanto a presentare l’istanza compilando la modulistica rinvenibile al seguente link http://atocittametropolitanadimilano.it/procedimenti-autorizzatori/assim... e ad inoltrarla tramite Posta Elettronica Certificata all’Ufficio d’Ambito.
 

N.B. La compilazione della pratica deve essere effettuata accedendo al sistema come  titolare dello scarico o in alternativa come tecnico incaricato dal titolare dello scarico stesso.

Normativa di riferimento

  • il D.Lgs.152/06, art.101, comma 7;
  • il Regolamento Regionale n.3/2006, art. 5 e seguenti;
  • il Regolamento di assimilazione dei reflui industriali alle acque domestiche ex R.R. n° 3/06, art. 5, comma 4, integralmente recepito dall’Allegato 5 al “Regolamento del Servizio Idrico Integrato”;
  • la DGR 8/11045 del 2010.

 

In particolare, si presti attenzione a:

 Regolamento Regionale n.3/2006, art. 5, comma 2, il quale dispone che:

“Ai fini della disciplina e del regime autorizzatorio degli scarichi, sono assimilate alle acque reflue domestiche [..] le acque reflue il cui contenuto inquinante, prima di ogni trattamento depurativo, sia esprimibile mediante i parametri della Tabella 1 dell’Allegato B (al medesimo Regolamento Regionale) ... omissis”.

Regolamento Regionale n.3/2006, art. 5, comma 4, il quale dispone che:

“l’Autorità competente, sulla base delle attività da cui derivano le acque reflue, può procedere alla valutazione dell’assimilazione delle acque stesse, senza necessità di eseguire accertamenti analitici, se le attività presentano un consumo d’acqua medio giornaliero inferiore a 20 mc”.

Le casistiche in cui viene ammessa quest’ultima possibilità di assimilazione all’interno dell’Ambito della Città Metropolitana di Milano sono contemplate nel succitato “Regolamento di assimilazione dei reflui industriali alle acque domestiche ex R.R. n° 3/06, art. 5, comma 4”, recepito dall’Allegato 5 al “Regolamento del Servizio Idrico Integrato

La dichiarazione di assimilazione non ha un termine specifico di scadenza; la propria validità è subordinata esclusivamente alla sussistenza dei requisiti quali/quantitativi dichiarati nell’istanza che ne hanno permesso il rilascio.

Chi può presentarla: 

L’istanza di assimilazione alle acque reflue domestiche dei reflui industriali scaricati in pubblica fognatura deve essere avanzata da tutte le utenze che esercitano uno scarico di natura industriale in pubblica fognatura per cui ravvisino la sussistenza dei requisiti quali/quantitativi di cui al paragrafo precedente.

Ai sensi della DGR 8/11045 del 2010 le dichiarazioni di assimilazione sono rilasciate dall’Ufficio d’Ambito della Città Metropolitana di Milano – Azienda Speciale, nel rispetto di quanto disposto dal D.Lgs. 152/06, art.101 e dal Regolamento Regionale n.3/2006.

Tempi: 

Le dichiarazioni di assimilazione vengono rilasciate entro un termine di 30 giorni a decorrere dalla data di presentazione dell’istanza, fatte salve eventuali sospensioni/interruzioni finalizzate alla richiesta di integrazioni documentali al soggetto istante.

La suddetta tempistica di 30 giorni è funzionale altresì a richiedere la presa d’atto di competenza del Gestore  del S.I.I. 

 

Informazioni Utili: 

Domande frequenti

1)I soli scarichi in pubblica fognatura del mio insediamento produttivo sono quelli dei servizi igienici; devono essere assimilati alle acque reflue domestiche, oppure autorizzate allo scarico in pubblica fognatura?

Gli scarichi dei servizi igienici sono da considerarsi all’origine acque reflue domestiche, così come definite dall’art. 74, comma 1, lettera g) del D.lgs. 152/06 s.m.i. e dall’art. 5, comma 1 del R.R. 3/06 e sono sempre ammessi in pubblica fognatura e pertanto non sono da autorizzare - né da dichiarare assimilati -, così come stabilito dagli artt. 107, comma 2 e 124, comma 4 del citato D.lgs. 152/06 s.m.i., purchè siano esercitati nel rispetto del “Regolamento del Servizio Idrico Integrato”.

Inoltre, il Regolamento Regionale n.3/06, Allegato A, comma 1 stabilisce che sono acque reflue domestiche “le acque reflue derivanti esclusivamente dal metabolismo umano e dall’attività domestica ovvero da servizi igienici, cucine e/o mense anche se scaricate da edifici o installazioni in cui i svolgano attività commerciali o di produzione di beni.”

2)Esercito attività di lavanderia a secco a ciclo chiuso con recupero del solvente; devo devo avanzare istanza di assimilazione alle acque reflue domestiche, oppure di autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura?

No, purchè l’attività sia rivolta direttamente ed esclusivamente all’utenza residenziale, così come stabilito dal Regolamento Regionale n.3/06, Allegato A, comma 2, lettera b. 

3)Esercito attività di lavanderia ad umido; devo avanzare istanza di assimilazione alle acque reflue domestiche, oppure di autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura?

Le acque reflue derivanti dall’attività di lavanderia ad umido destinata all'utenza residenziale sono da intendersi quali acque reflue industriali. In tal caso deve essere presa in considerazione da parte dell’istante la possibilità di assimilazione ai sensi del R.R. 3/06, art. 5, comma 4, purchè il consumo idrico medio giornaliero legato a tale attività sia inferiore a 20 mc.

4)Esercito attività alberghiera, di ristorazione ovvero di vendita al dettaglio di generi alimentari o di altro commercio al dettaglio; devo avanzare istanza di assimilazione alle acque reflue domestiche, oppure di autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura?

Il Regolamento Regionale n.3/06, Allegato A, comma 2, lettera c non prevede in generale tale possibilità.

5)Esercito uno scarico in pubblica fognatura di acque di scambio termico/di raffreddamento indiretto, posso richiederne l’assimilazione alle acque reflue domestiche?

Si, ma esclusivamente in funzione del R.R. 3/06, art. 5, comma 4, ovvero in funzione del consumo idrico medio giornaliero, che deve essere inferiore ai 20 mc/giorno, e purchè l’attività da cui deriva la fattispecie di scarico sia inquadrabile nella seguente dicitura riportata nell’Allegato 5 al “Regolamento del Servizio Idrico Integrato”:

“operazioni di scambio termico, purchè lo scarico sia costituito da acque che non abbiano avuto alcun contatto con il mezzo soggetto allo scambio termico e purchè la pressione di esercizio di tali acque risulti superiore a quella del mezzo fluido soggetto a scambio termico”.

6)Se per la mia attività viene rilasciata una dichiarazione di assimilazione ai sensi del R.R. 3/06, art. 5, comma  4, sono comunque tenuto al rispetto dei limiti qualitativi riportati nella Tabella 1, Allegato B al medesimo Regolamento Regionale?

Sì, i suddetti limiti tabellari sono inderogabili. Ne deriva che qualora, in caso di controlli qualitativi delle acque reflue, si riscontrassero delle concentrazioni superiori ai valori limite previsti dalla norma, verrebbero a decadere le condizioni legittimanti il provvedimento di assimilazione, per il quale si procederebbe ad emettere un atto di revoca.

7)Presso il mio stabilimento produttivo sono esercitati scarichi di differente natura: ognuno di questi necessita di essere disciplinato a mezzo di specifico provvedimento di autorizzazione ovvero di assimilazione?

Qualora da uno stabilimento produttivo ci fossero più scarichi in pubblica fognatura necessitanti di essere disciplinati mediante dichiarazione di assimilazione, sarebbe necessario avanzare una sola istanza omnicomprensiva.

Qualora vi fossero, oltre agli scarichi di cui sopra, tipologie di scarico da disciplinarsi a mezzo di titolo autorizzatorio (ad es. AUA),  questi ultimi dovranno essere autorizzati sulla base di specifica istanza.

Si ricorda che il procedimento di assimilazione e quello di autorizzazione comportano oneri istruttori/di procedibilità differenti.

8) Presso il mio stabilimento produttivo sono esercitati scarichi di differente natura per cui vorrei richiedere l’assimilazione ai sensi del R.R. 3/06, art.5, comma 2; potrei produrre un unico certificato analitico attestante le caratteristiche qualitative degli scarichi nel loro insieme?

No, è necessario procedere a verificare le caratteristiche qualitative per ogni tipologia di refluo, a monte della commistione con gli scarichi di differente natura e di ogni trattamento depurativo. 

9) Ho un'attività di ristorazione o di vendita al dettaglio di generi alimentari (esempio: panificio) e faccio uso di una cappa a condesazione per il trattamento dei fumi del forno i cui scarichi sono convogliati in pubblica fognatura. Di che natura sono tali scarichi? 

Facendo riferimento al Regolamento Regionale 3/2006 - Allegato A - comma 2, lettere c. e d. , si evince che la natura degli scarichi in parola, in considerazione del tipo di attività svolta, è di tipo domestico. Tali acque sono sempre ammesse in pubblica fognatura e pertanto non sono da autorizzare, né da dichiarare assimilate alle acque reflue domestiche, così come stabilito dagli art. 107, comma 2, e 124 del D.Lgs. 152/06 s.m.i.

 

Responsabile del Procedimento: 
Direttore Generale Avv. Italia Pepe
Ufficio di riferimento: 
Servizio Tecnico Autorizzazioni allo scarico in Pubblica Fognatura